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Pino Paolillo risponde ad un commento al post di Fulco Pratesi

Pino Paolillo, autore dell'articolo, mentre recupera una poiana sparata dalla brava gente

Caro Emanuele,

seguo il tema della caccia da moltissimi anni e confesso, con molta sincerità, che continua a stupirmi la facilità con cui gran parte dei cacciatori cerca di aggrapparsi ai soliti luoghi comuni, pur di giustificare un’attività che, “per sua stessa natura costituisce sempre una causa di disturbo più o meno rilevante per la fauna” (Mario Spagnesi, ex Direttore INFS, cacciatore).

Lo dico senza intenti polemici ma, onestamente, più li leggo e li ascolto e più mi convinco del loro incredibile rifiuto di ammettere la realtà delle cose. C’è davvero una rimozione psicologica del danno prodotto, una incapacità a riconoscere le proprie responsabilità, individuali e collettive, che sa di infantile, se non fosse per le conseguenze drammatiche su milioni di esseri viventi e sull’ambiente. Giusto per rimanere nel tuo settore, è come se un taglialegna accusato di aver abbattuto a colpi di motosega un bosco intero, si difendesse prendendosela con le piogge acide, la processionaria o i mutamenti climatici.

Quando parli di “cacciatori con la C maiuscola”, certamente ti riferisci a coloro che vanno a caccia nel rispetto della legge. Bene. Tu stesso però ammetti che gli altri, quelli “con la c minuscola”, che invece la legge non la rispettano, sono la maggioranza. Apprezzo la sincerità ma il problema è capire se, anche rispettando questa legge, si fa un danno o meno alla natura.

E allora, solo per fare un esempio, considerato che un “onesto cacciatore”, può uccidere legalmente fino a 25 uccelli migratori al giorno (come da normale “limite di carniere” ), moltiplicando per tutti i cacciatori (circa 800.000 ) e per la durata della stagione venatoria, capirai bene che, pur rispettando la legge degli uomini, non si rispettano affatto le leggi della natura.

Sì, lo so, adesso penserai che non capita tutti i giorni di ammazzare 25 tordi o allodole,  ma se fosse possibile (e qualcuno, quando capita, va anche oltre), la legge consentirebbe di fatto un massacro di animali, di cui nessuno può dire che si “prelevi” una quota sostenibile, perché si spara finché ce n’è, senza nessuna programmazione o criterio che non sia quello del carniere più abbondante. Quindi si può essere bracconieri nei confronti della natura, pur essendo rispettosi delle leggi – sbagliate – degli uomini. Leggi che, come nel nostro caso, consentono una libera appropriazione di un bene senza che si conosca neanche la consistenza del bene stesso .

Come ben sai dai tuoi studi di selvicoltura, si gestisce ciò che si conosce, si cura e si conserva, altrimenti è un’appropriazione indebita, un furto nei confronti dell’ambiente. Ricordo che, tanti anni fa, furono proprio le associazioni venatorie riunite nell’UNAVI ad approvare un documento in cui si sosteneva che il requisito indispensabile per esercitare la caccia su una specie fosse la censibilità della stessa e quindi la necessità di conoscerne le dinamiche di popolazione e calcolare, di stagione in stagione, la “quota” eventuale da poter uccidere. Un prerequisito praticamente improponibile per i migratori, in particolare per i passeriformi, che si distribuiscono con il variare delle stagioni su areali estremamente vasti e per i quali quindi non esistono le condizioni e le conoscenze scientifiche per un discorso gestionale, per cui, quando si spara su uccelli di cui si ignorano la consistenza a livello di regione zoogeografica, l’incremento (o il decremento) annuale, i dati sugli abbattimenti e solo sulla base di “limiti” davvero ridicoli, piuttosto che di prelievo sostenibile si dovrebbe parlare di rapina a mano armata ai danni della natura.

Prima ho usato il termine “uccidere” perché per me si “prelevano” i soldi o i bagagli, mentre quando si toglie la vita a qualcuno, i verbi più appropriati sono ben altri. Per chi ci crede, potremmo anche pensare che l’anima nostra venga “prelevata” dagli Angeli del Paradiso (o dai Diavoli dell’Inferno), ma se uno ammazza un uomo a fucilate, mica diciamo che lo ha “prelevato” (dalla faccia della terra)…

Quanto poi al territorio che il cacciatore italiano ha a disposizione, tu stesso sostieni che “è giusto” che sia “limitato” (si fa per dire) alla “sola regione”. E invece questo significa ammettere il fallimento di qualsiasi proposito, finto o sincero che sia, di rendere un po’ più accettabile, cioè meno distruttiva l’attività venatoria nel nostro paese. Territori di caccia grandi quanto una nazione, una regione o anche una provincia? Vogliamo scherzare? Tutte le esperienze e tutte le indicazioni del mondo scientifico, anche di parte venatoria (!) a cominciare dal documento programmatico dell’INFS – oggi ISPRA – redatto all’indomani dell’entrata in vigore della 157, parlano di unità di autogestione di 10.000, massimo 15.000 ettari… Mentre ci sono regioni in cui un ATC è grande quanto mezza provincia, con la possibilità di sparare alla migratoria in tutta la regione.

Siamo quindi lontani anni luce rispetto a quel legame tra il cacciatore e il territorio che potrebbe rappresentare, qualora rigidamente applicato, insieme a una serie di altri provvedimenti quali l’incremento della capacità faunistica dell’ambiente e l’attuazione di rigorosi controlli sul rispetto degli abbattimenti programmati, la base imprenscindibile per una responsabilizzazione del cacciatore, piuttosto che fare a gara a chi occupa i posti migliori per lasciare terra bruciata dietro di sé, altrimenti ci pensa qualcun altro.

Ovviamente, ripeto, solo su specie facilmente censibili e stazionarie, come potrebbe essere per qualche specie di Ungulato o di Galliforme ( mettendo da parte per adesso la questione morale), con un numero di cacciatori e un’attività commisurati alle effettive presenze faunistiche, piuttosto che su una demagogica e distruttiva “libertà di caccia”.

E veniamo alla situazione estera. Nella stessa Francia, così come altrove, (ma perché allora non facciamo il caso del Lussemburgo o del Belgio, dove le specie cacciabili sono rispettivamente 4 e 6?) , la caccia è legata al diritto di proprietà del terreno. I cacciatori sono iscritti ad un comprensorio comunale ( i cosiddetti ACCA), mediante un contratto pagano una quota al proprietario sulla base degli ettari (74 euro fissi per terreni fino a 50 ettari più un euro per ogni ettaro posseduto in più) e, in base alla legge del 2000, i proprietari possono negare la caccia nel proprio terreno, con la possibilità, di chi possiede almeno 20 ettari, di riservare per sè il diritto di caccia.

Da un documento di un’associazione venatoria italiana risulta dunque che:” Se la mobilità è teoricamente illimitata, in realtà il cacciatore francese è però molto più “confinato” di quello italiano.” Quanto poi alle dimensioni dei comprensori (gli ACCA), altro che territori di decine di migliaia di Km2 come tanti nostri ATC! Per i cugini d’oltralpe la media è di 1000-3000 ettari!

Non sono un fautore del modello francese, cerco solo di spiegare che il nomadismo venatorio non può che alimentare quell’atteggiamento di rapina nei confronti della fauna e rappresenta la perfetta antitesi rispetto alla possibilità di trasformare il cacciatore italiano da un semplice sparatore ad un utilizzatore (pur sempre violento) di una risorsa naturale che incrementa, censisce e poi sottrae dall’ambiente in maniera calcolata.

Questo, sia chiaro, come male minore rispetto alla generalità della situazione attuale e ribadendo la mia più convinta avversione verso un’attività violenta nei confronti di altri esseri viventi. Cosa diresti se un piano di assestamento forestale fosse stravolto da boscaioli liberi di circolare liberamente e di tagliare tutto quello che gli pare e piace: piuttosto che di “gestione sostenibile di una risorsa”, non parleresti di distruzione?

Un saluto
Pino Paolillo

P.S . In ogni caso, spero che un giorno non lontano, nei boschi che stai studiando, al posto del fucile, ci andrai con un binocolo, per portare a casa non piume insanguinate, ma il ricordo dei colori e dei suoni della Natura. Me lo auguro sinceramente.

Marzaiole in volo

Volo di Marzaiole nell'Oasi WWF del Lago di Burano

Hanno volato dall’Africa sul mare per lunghe ore.  Di notte, da soli o in stormo, scambiandosi brevi versi di contatto nell’aria silenziosa.  Scrutando il cielo per riconoscere le costellazioni che li avrebbero guidati verso quel ponte di terra chiamato Italia.

All’alba, dopo centinaia di migliaia di battiti d’ala, hanno visto le paludi costiere, le macchie e le foreste. Dove trovare rifugio, riposare e cercare finalmente del cibo, per compensare uno sforzo muscolare inimmaginabile.

Così è scritto nella memoria trasmessa loro da migliaia di generazioni di uccelli migratori che, per millenni, hanno seguito quell’accogliente ponte verde proteso sul grande mare.

Il fragore dei colpi improvvisi, il sangue e la morte li hanno accolti. Strappandoli da un cielo che, grazie a chi ancora si diverte ad uccidere animali, diviene sempre più vuoto.

Ma il cielo è sempre stato degli uccelli e non degli uomini. In questo povero pianeta devastato ed impoverito nelle sue bellezze naturali, la vista degli stormi di uccelli in cielo è sempre più, per noi uomini che sentiamo accrescersi nel cuore la distanza dalla Natura nostra madre, un messaggio di vita e di libertà. Una speranza che la Natura stessa, e noi con lei, si possa ancora farcela, se noi stessi torneremo a rispettarla.

Per questo chiediamo di fermare qualsiasi iniziativa di legge che possa vuotare il nostro cielo, e quello delle generazioni che ci seguiranno, delle sagome agili dei figli della primavera.


E IMPORTANTE CHE OGNUNO FACCIA QUALCOSA PER EVITARE CHE L’ART.38 POSSA ESSERE APPROVATO ANCHE DALLA CAMERA!

- Tramite Facebook informa i tuoi amici di quanto succede, invitali ad agire
- Invia email di protesta ai giornali o partecipa ai forum su Repubblica.it e LaStampa.it
- Verifica come ha votato il tuo Senatore e scrivigli una mail per dire cosa pensi
- Sottoscrivi la PETIZIONE WWF  “Fermiamo la legge SPARATUTTO” (Orsi)

 
 

Il Presidente Onorario WWF Fulco Pratesi nell'Oasi di Orbetello

Cara senatrice Irene Aderenti,

scrivo a lei – come avrei potuto scrivere ad ognuno dei 139 suoi colleghi senatori del centrodestra che hanno votato in favore di un emendamento che in pratica porterà all’ampliamento della stagione di caccia – perché mi dia una risposta. Una risposta che io, che pure m’interesso da sempre dei problemi della caccia in Italia, non ho saputo dare a un giornalista tedesco che mi chiedeva come mai una infima minoranza di cacciatori (l’!% della popolazione !) abbia così tanto potere nei confronti della politica.
Ecco, io vorrei sapere da lei e dai 139 votanti a favore dell’emendamento proposto dal Ministro Ronchi – contro il parere di due ministri del suo stesso schieramento e dei soci di più di 100 associazioni ambientaliste e culturali – quali forze immani e sotterranee l’abbiano convinta a favorire i cacciatori. Una simpatia atavica per chi uccide per divertimento? I voti che dalle osterie, dai Bar Sport e dai Circoli della Beccaccia possono arrivare al suo partito? Finanziamenti occulti da parte dell’industria delle armi e degli esplosivi?
Mi risponda, la prego. I giornalisti di tutta Europa le saranno grati.

Suo, con vacillante stima,

Fulco Pratesi


SUGGERIMENTI PER CHI VUOLE DARSI DA FARE:

- Informa i tuoi amici di quanto succede, invitali ad agire su Facebook
- Invia email ai giornali o partecipa alla bella iniziativa di Repubblica.it
- Verifica come ha votato il tuo Senatore e scrivigli una mail per dirgli cosa pensi
- Non dimenticare di inserire sul nostro blog un commento all’Appello a Berlusconi!
- Sottoscrivi la nostra petizione “Fermiamo la legge SPARATUTTO” (Orsi)

Manifestazione anticaccia in Abruzzo

C’era anche il WWF domenica 31 gennaio alla manifestazione contro la caccia promossa dagli animalisti italiani tra le campagne di Collecorvino (Pescara). Sirenata e brindisi finale di fronte all’assesorato regionale alla caccia di Pescara per festeggiare la fine della stagione venatoria. Si tratta di una delle iniziative promosse dal WWF in questa giornata di chiusura.

Mobilitazione non solo sul campo: continua a crescere l’indignazione via web a fianco delle iniziative contro l’articolo di deregulation-caccia appena votato al Senato. Oltre 18.000 (raddoppiati in 4 giorni) gli iscritti nella pagina WWF di Facebook, oltre 10.000 le visite al Blog WWF “Cacciatori brava gente” con oltre 1.200 commenti.

Ricordiamoci sempre che questo è un paese fortemente contrario alla caccia – ha commentato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – un tema che da 20 anni abbiamo provato a gestire in un modo civile con il mondo venatorio, un mondo che in tutti modi ha invece provato a violare le norme nazionali e comunitarie con la complicità delle Regioni, come dimostrano le centinaia di nostri ricorsi contro le violazioni delle normative comunitarie in materia di gestione della fauna e attività venatoria. Attenzione, perchè se qualcuno sta cercando una prova di forza rischia di averla”.

SUGGERIMENTI PER CHI VUOLE DARSI DA FARE:

Facebook: informa i tuoi amici di quanto succede, invitali ad agire  
- Invia email ai giornali o partecipa alla bella iniziativa di Repubblica.it
- Verifica come ha votato il tuo Senatore e scrivigli una mail per dirgli cosa pensi
- Non dimenticare di inserire sul blog un commento all’Appello a Berlusconi.

Intanto grazie, grazie per la grande mobilitazione. Il blog “Cacciatori brava gente” ha raggiunto 10.000 contatti nella giornata di ieri, 28 gennaio, e 1000 commenti tra ieri ed oggi! Anche i giornali oggi hanno finalmente dato spazio alla vicenda.

Sinceramente avremmo preferito farne a meno, insomma in chiusura di stagione venatoria avremmo voluto parlare d’altro, piuttosto che assistere all’ennesimo scempio “legalizzato”. Le riflessioni da fare sarebbero tante… quanto è forte la lobby dei cacciatori, per tenere sotto scacco il Parlamento?

Registriamo intanto, per fortuna, la netta presa di posizione – contraria a “caccia selvaggia” – da parte del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e di quello del Turismo, Michela Brambilla. E, raccogliendo i tanti vostri suggerimenti in tal senso, pubblichiamo il link del Senato, dove tutti voi potete vedere come hanno votato i Senatori…

Ecco come hanno votato i senatori sulla caccia >>

Quanto successo ieri è solo un assaggio, il famigerato disegno di legge Orsi è ancora  in discussione al Senato: per dire No ai fucili in mano ai ragazzi di 16 anni, No ai richiami vivi, No alla caccia aperta tutto l’anno, No all’aumento delle specie cacciabili,  contro la “Legge Orsi” aderisci alla Petizione del WWF >>

SUGGERIMENTI PER CHI VUOLE DARSI DA FARE:

Facebook: informa i tuoi amici di quanto succede, invitali ad agire  
- Invia email ai giornali o partecipa alla bella iniziativa di Repubblica.it
- Verifica come ha votato il tuo Senatore e scrivigli una mail per dirgli cosa pensi
- Non dimenticare di inserire sul blog un commento all’Appello a Berlusconi.

E’ stato approvato l’emendamento del senatore del PdL Santini alla Legge Comunitaria. Per le Regioni si apre la possibilità di approvare una stagione venatoria senza limiti. Se il testo venisse approvato anche alla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone. Il WWF e le altre associazioni non abbassano la guardia, la battaglia continua. Il testo dovrà tornare alla Camera, e non potrà non pronunciarsi l’Unione Europea.

“Solo qualche giorno fa le Nazioni Unite hanno inaugurato l’anno internazionale della biodiversità e i prossimi mesi dovrebbero anche in Italia essere dedicati alla salvaguardia della natura, bene preziosissimo che perdiamo a un ritmo impressionante. – dichiara Gaetano Benedetto condirettore del WWF Italia – Il voto di oggi al Senato è tutto nel segno opposto. Alza la palla per le elezioni regionali poiché consente credibilmente di fare promesse di estensione dei calendari venatori. Questo ovviamente senza tener conto della probabile risposta dell’Ue che, come già avvenuto in passato più volte, potrà aprire procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese. Paese  cui, come più volte abbiamo dimostrato, della caccia non importa granchè”.

Eppure la maggioranza degli italiani è contraria alla caccia. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69% degli interpellati è “fortemente contrario” alla caccia, il 10% “favorevole”, “neutrale” il 21%. Del resto nel Paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si è più che dimezzato dagli anni ’70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000. Sparuto ma ormai dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov.

E’ sufficiente un giro in rete per capire quanto ampio e ormai totalmente bipartisan sia il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Continuate a scriverci, la battaglia continua e il WWF non si ferma qui.

Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio. ADERISCI ANCHE TU:  FACENDOLO GIRARE E…SCRIVENDO COSA NE PENSI!

“Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera ad nuovo assalto agli animali”.

“Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”.

E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato della Legge Comunitaria.
Una valanga di adesioni che non si ferma.

“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.

Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria.

E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.

Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini”.

Sostieni l’appello facendolo conoscere a più persone possibile, in modo da far capire a lorsignori che il tentativo di far passare sotto silenzio questa manovra è stato smascherato.
E AGGIUNGI UN TUO COMMENTO (CLICCA SU “COMMENTI” QUI SOTTO)!

Approvato l’emendamento del senatore Santini alla legge Comunitaria che apre alla caccia tutto l’anno. Umiliazione per l’Europa, per gli organi scientifici e per i cittadini italiani. “I cacciatori contro gli italiani. Cosa dice il Governo?”

E’ con incredulità e sdegno che ci ritroviamo a commentare l’ennesimo blitz compiuto in Parlamento, questa volta in Commissione Politiche europee del Senato, con l’approvazione di un emendamento, del senatore PDL Giacomo Santini, che ripropone la cancellazione dei limiti alla stagione venatoria, attualmente contenuta tra il primo settembre e il 31 gennaio e che aggraverà lo stato di infrazione comunitaria in cui l’Italia versa da anni.

Il fatto è questa volta ancora più grave, non solo perché a presentare l’emendamento è stato addirittura il relatore della legge Comunitaria, appunto il senatore Santini, che dovrebbe invece operare perché le procedure di infrazione siano risolte e non acuite.

Il fatto è gravissimo anche perché l’emendamento aveva ricevuto parere negativo dell’ISPRA, formalmente richiesto dalla stessa Commissione del Senato, ed era stato più volte bocciato, in precedenza, da Governo e varie Commissioni parlamentari.

Inoltre, lo stesso Santini aveva “ritrattato” il proprio emendamento, presentandone un secondo, alternativo a quello e senza dubbio più corretto, al quale, non a caso gli organismi scientifici avevano dato il via libera.

Si tratta insomma di un evento che non esitiamo a definire vergognoso: l’ennesimo assalto agli animali selvatici ma anche una vera umiliazione per l’Europa, per la scienza e ancora di più per i cittadini italiani, che si ritroveranno i cacciatori nei propri terreni anche oltre i già lunghissimi cinque mesi dell’attuale stagione di caccia.

A questo punto, visti i continui blitz in Parlamento, il disegno di legge Orsi e tutto il resto, sembra ormai chiaro che i cacciatori hanno lanciato un assalto alla natura e ai cittadini italiani, totalmente contrari a qualsiasi ipotesi di allungamento della stagione venatoria.

Vedremo in queste ore, prima del voto della legge Comunitaria in aula, da che parte stanno il Governo e lo stesso Presidente Berlusconi.

Comunicato stampa congiunto del 20.1.10 di:

ALTURA, AMICI DELLA TERRA, ENPA, FARE VERDE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, WWF ITALIA CACCIA,

Il disegno di legge recante la ratifica ed esecuzione della Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia, varata a Strasburgo il 13/11/87, è attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Giustizia e Affari Esteri e Comunitari della Camera.

Il Presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi sottolinea il pericolo insito in ben due emendamenti a tale disegno di legge.

L’emendamento 3.8, a firma On.le Stefani, nel quale si prevede che per i cani allevati a scopo venatorio possa essere prevista l’amputazione di coda e orecchie, e l’emendamento 3.23, a firma On.le Contento, nel quale si prevede l’ammissibilità di tale intervento chirurgico anche se non terapeutico.

“Questi due emendamenti farebbero fare un passo indietro di 20 anni a quanto raggiunto in favore del benessere degli animali sia a livello nazionale che a livelle comunitario – ha dichiarato Pratesi – Gli emendamenti vanno contro il dettato della Convenzione e delle attuali legislazioni nazionali. E’ in particolare abominevole il ‘taglio estetico’ di code e orecchie per gli standard di razza. Con la scusa che si rispetti l’animale prevenendo, con tagli preventivi di code e orecchi, eventuali lesioni, non si fa che contentare le lobby di allevatori e cacciatori, che fin’ora hanno dimostrato di non avere alcuna sensibilità in proposito di benessere animale”.

Roma, 16 novembre 2009

 

Quasi tutti gli amici cacciatori che sono intervenuti in questo blog hanno scritto:  “Perchè ve la prendete sempre e solo con la caccia,  le vere cause della sparizione della fauna sono ben altre!” … e giù ad elencare l’inquinamento, l’urbanizzazione, le strade ecc. “I cacciatori sì che amano davvero la natura e si prendono cura dell’ambiente… voi no.”

Noi abbiamo sempre risposto che è vero che ci sono problemi ambientali più gravi della caccia,  il WWF infatti non si occupa della sola caccia e basta dare un’occhiata a www.wwf.it per capirlo.

Bene, amici cacciatori, ora potete dimostrarci che davvero voi vi prendete cura dell’ambiente meglio di noi

Vogliono realizzare una grande discarica (una “Malagrotta 2″) ad Allumiere, nel cuore dei selvaggi Monti della Tolfa. Pur essendo a pochi chilometri da Roma è un’area talmente bella e ricca di biodiversità che da sempre il WWF propone che divenga un parco naturale.

Se non ci si è riusciti finora è solo “grazie” alla lobby dei cacciatori che in Regione si è fatta sentire.

Il WWF è fortemente contrario e sta dandosi da fare: se Allumiere diviene una nuova Malagrotta l’ambiente circostante, che già subisce l’impatto del polo energetico di Civitavecchia,  si degraderà gravemente.

Bene, amici cacciatori, fateci sapere cosa faranno le vostre organizzazioni per contrastare questo pericolo per l’ambiente    ;-)

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