Feeds:
Articoli
Commenti

Bocconi amari

 

Conferenza stampa del Corpo Forestale dello Stato

“Cifre preoccupanti: 42 casi, accertati dalle analisi, di avvelenamento di animali, in particolare di cani, con bocconi mortali, solo nel 2009.

Il 26% circa dell’intera regione Emilia Romagna. Le indagini del Corpo Forestale dello Stato su 13 casi, dopo circa due anni di lavoro, hanno portato alla denuncia a piede libero di 5 persone, 3 di Bagno di Romagna, 1 di Cesena e 1 di Civitella di Romagna. Queste sono responsabili dell’avvelenamento di 9 cani (8 nel Comune di Bagno e 1 a Civitella).

Le cause addotte dai responsabili sono di “disturbo arrecato alla selvaggina lanciata per il ripopolamento”, e, in alcuni casi, anche vendette personali. Le persone denunciate dovranno rispondere del reato penale di maltrattamento di animali: in base all’articolo 544 bis del codice penale “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”. Per colpa dei bocconi avvelenati le 5 persone denunciate hanno provocato la morte di 2 segugi, 3 meticci, 1 pastore tedesco ed 1 labrador. Un terranova ed un altro pastore tedesco sono stati salvati.

E’ questo il bilancio dell’operazione “Bocconi amari”, portata a termine dal Corpo Forestale. Le indagini, durate circa 2 anni, hanno interessato l’avvelenamento di 13 cani fra i Comuni di Bagno di Romagna (12) e di Civitella (1) nel periodo che va dalla fine dell’anno 2008 e l’inizio del 2010, con perquisizioni, sequestri, interrogatori, appostamenti, e pedinamenti. Nella rete di crudeltà sono finiti, oltre che cani, anche volpi e lupi che erroneamente vengono ritenuti “nocivi”, in quanto predatori naturali della selvaggina”. (www.romagnaoggi.it – Cesena Pubblicato il 6/12)

Annunci

Claudio D'Esposito con un gheppio

Ormai parlare di specie protette in penisola sorrentina è diventato quasi ridicolo. L’ultimo animale ci è stato consegnato da una guardia venatoria dell’Arci Caccia a cui si era rivolto un contadino accortosi della presenza, sotto la pioggia battente, di un barbagianni in difficoltà nei pressi del Cimitero di S.Liberatore a Marciano.

Il barbagianni recuperato dai volontari del WWF in Penisola Sorrentina

Purtroppo nel mondo venatorio c’è ancora chi non si vuole rassegnare al rispetto delle regole.  Per fortuna a non condividere questo modo di “depredare” la fauna selvatica sono in tantissimi… che continuano a rivolgersi al WWF per salvare  poiane, gheppi, sparvieri, barbagianni, falchi pellegrini, ma anche assioli, civette, rigogoli e picchi, colpiti da armi da fuoco o rinvenuti feriti in trappole e tagliole.

Continuiamo a raccogliere animali lasciati moribondi e impallinati nelle campagne e ai margini delle carreggiate e senza nessun aiuto da parte delle istituzioni. Ogni trasporto e coordinamento è lasciato totalmente all’iniziativa volontaria e gratuita degli ambientalisti, che rispondono agli appelli continui di turisti e cittadini sensibili… ma delle istituzioni neanche l’ombra. Dall’apertura della stagione venatoria gli animali sparati appartenenti a specie importanti e protette sono già svariate decine.

Una cassaforte utilizzata dai bracconieri per nascondere i richiami acustici

Le gesta di tali vagabondi armati, che non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e in direzione di esse, o che in primavera e in autunno rendono le nostre notti insonni a causa dei richiami che echeggiano dalle montagne a tutto volume fino all’alba, provocano un certo allarme sociale. E’ di questi giorni la notizia di un gruppo di escursionisti terrorizzati dall’essersi trovati, loro malgrado, al centro del “tiro di fuoco” di una pericolosissima battuta di caccia al cinghiale in località Agerola. Sono tante le lamentele che giungono alla segreteria del WWF da parte di cittadini infastiditi o impauriti da tali circostanze e che non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni, o di chi dovrebbe intervenire, che si mostrano impreparati o insensibili al fenomeno.

Claudio d’Esposito
Presidente WWF Penisola Sorrentina

Esame di caccia troppo facile, a Striscia la Notizia

Striscia la notizia del 27.11.2010

Nel marzo 2009, tra i nostri primi post pubblicammo due articoli (Come si diventa cacciatore ecologo,  Il cacciatore ecologo n.2) di Pino Paolillo che decrivevano la surreale realtà degli esami di caccia. 

I cacciatori che intervengono nel nostro blog insistono invece nel dire che gli esami sono seri e difficili…

Ebbene, la trasmissione TV Striscia la notizia  nella puntata di sabato scorso ha trasmesso un memorabile servizio in cui due attori, fingendosi aspiranti cacciatori, si sono rivolti in un’armeria dove un medico compiacente li ha visitati…

E’ la dimostrazione che avevamo ragione,  guardatevi il video: Esame di caccia facile >

Meglio smettere…

Fungo controluce (foto Sarah Gregg)

Fungo controluce (foto Sarah Gregg)

Dopo l’ennesimo omicidio commesso da un cacciatore, questa volta ai danni di un cercatore di funghi, e alle accuse rivolte a chi usa le armi da caccia con troppa facilità, la risposta dei cacciatori è stata quella di sempre: ci sono tante altre attività più pericolose, come andare in auto o addirittura in bicicletta, per cui, sono cose che capitano e anzi, come ha scritto qualcuno, la colpa è della vittima, che quel giorno doveva starsene a casa!

Qualcun altro ha proposto di consentire la ricerca dei funghi solo di martedì e venerdì, giorni di silenzio venatorio, così da permettere ai veri “amanti della natura” versione Winchester, di godere tranquillamente del bosco nei rimanenti cinque giorni della settimana, senza essere disturbati ed evitando così il rischio di spiacevoli scambi di specie. Ed è già tanto che non si siano lamentati del fatto che i funghi continuano a spuntare in autunno, anziché quando la caccia è chiusa!

Ora, capisco le giustificazioni, ma sta di fatto che nessun raccoglitore di funghi ha mai accoltellato un cacciatore scambiandolo per un porcino, o che un naturalista lo abbia aggredito armato di binocolo e macchina fotografica.

In seguito all’episodio il Presidente della Federcaccia, Dall’Olio, ha detto che in Italia gli esami di caccia sono severi, ma può capitare, aggiungiamo noi, che si scambi un prete che dorme in un sacco a pelo per un cinghiale o che la fretta di sparare per poi vedere quale preda è caduta, giochi brutti scherzi.

Sempre Dall’Olio, di fronte alle accuse di crudeltà nei confronti di animali massacrati per divertimento, risponde che la beccaccia presa a fucilate non soffre più di un pollo allevato in batteria. Benissimo, così se evita di andare a caccia e di mangiare carne, non soffrirà nessuno dei due.
O sparando alle beccacce pensa che i polli soffriranno di meno? Sarebbe come se un alcolizzato continuasse a fumare come un turco, perché tanto ha la cirrosi.
Meglio smettere.

Pino Paolillo

Campania infelix

Oltre al grave problema dei rifiuti la Campania non se la passa bene neppure sul fronte caccia… Ma le nostre guardie non demordono.

Anatra alla catena...

Guardie WWF Salerno in azione

Sabato 20 durante i normali controlli in provincia  di Salerno le guardie venatorie del WWF hanno trovato abbattuti da cacciatori una gru e un giovane di nitticora, animali particolarmente protetti e facilmente riconoscibili anche dai meno esperti.

Le guardie WWF insospettite dal comportamento di tre cacciatori, si sono fatte consegnare tutta la fauna abbattuta. I cacciatori  hanno ammesso le loro responsabilità e,  accompagnati alla Caserma dei Carabinieri di Borgo Carillia, sono stati denunciati penalmente e sono state sequestrate le armi, munizioni e gli animali uccisi.

Nella giornata sono stati sequestrati in zona anche diversi anatidi usati come zimbelli, tristemente condannati a galleggiare nel lago malamente incatenati ad ancore (vedi foto a sinistra). Tra i cacciatori responsabili vi sarebbe anche un componente della Commissione provinciale che rilascia le licenze di caccia.

Ci ha detto Alfonso Albero,  coordinatore provinciale delle guardie del nucleo WWF di Salerno: “E’ stata una settimana ricca di impegni e purtroppo anche di denunce di reati gravi a danno dell’ambiente e del mondo animale. Da queste parti la caccia ormai sembra essere senza regole:  specie particolarmente protette abbattute, richiami non autorizzati, appostamenti di caccia gestiti senza criteri e abbattimenti indiscriminata di selvaggina…”

Guarda la gallery sulla Pagina Facebook del WWF Salerno

Anche le colline di Vico Equense sulla ribalta. A finire nel tiro incrociato dei bracconieri finisce stavolta un raro esemplare di gufo di palude trovatosi a transitare da quelle parti durante il periodo di migrazione.

E’ una specie rarissima ed in drastico declino dagli inconfondibili occhi gialli cerchiati di nero. Dopo essere stato intercettato dalle doppiette dei cacciatori è stato lasciato al suolo fino al momento del ritrovamento avvenuto da parte di alcuni cittadini (vedi foto).

Dopo avere allertato il WWF l’animale è stato trasportato al centro di recupero dell’asl di Napoli dove gli è stata riscontrata una doppia frattura a radio ed ulna dell’ala destra causata da arma da fuoco. 

Si tratta della solita punta di iceberg considerato che la percentuale di esemplari abbattuti e poi ritrovati ancora in vita è pur sempre minima rispetto alla effettiva diffusione di un fenomeno che viene costantemente sottovalutato ed ignorato a livello politico.

Gufo di palude ferito

Il gufo di palude ferito

“Si tratta di un gesto barbaro e un danno enorme, dichiara Claudio d’Esposito presidente del wwf Penisola Sorrentina, il gufo sparato dai bracconieri è una specie molto rara e si osserva nel nostro territorio solo durante il passo migratorio. Alcuni esemplari che si sono riprodotti in Scandinavia si sono poi osservati in Spagna, Italia, Grecia, Turchia e Malta. Un soggetto in migrazione dalla Tunisia dopo soli 21 giorni è stato osservato a 3345 chilometri di distanza nella lontana Russia. Ma stavolta il volo di questo splendido rapace è stato interrotto dai pallini di piombo di codardi bracconieri e non sappiamo se potrà mai riacquistare le sue capacità di volo”.

“Si tratta di azioni fuorilegge ma che, nella quasi totalità dei casi, rischiano, purtroppo, di restare impunite. Le gesta di tali vagabondi armati, che non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e in direzione di esse, o che rendono le nostre notti insonni a causa dei richiami che echeggiano dalle montagne a tutto volume fino all’alba, provocano un certo allarme sociale. Sono tante le lamentele che giungono alla segreteria del WWF da parte di cittadini infastiditi o impauriti da tali circostanze e che non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni o di chi dovrebbe intervenire. La percentuale di fauna protetta sparata in penisola sorrentina e “raccattata” dai volontari, impallinata al suolo, stando ai dati in possesso al Centro di Recupero di Napoli, si pone al primo posto in classifica dell’intera provincia!!! Questo se da un lato vuol dire che c’è un enorme sensibilità da parte dei cittadini che si prodigano nel recuperare tali animali, dall’altro ci da un’idea della sfacciataggine e arroganza dei tanti incalliti sparatori che vagano nel nostro territorio!!!”

La "decisione" delle associazioni venatorie inviata alla Regione che l'ha recepita tal quale

La "decisione" delle associazioni venatorie inviata alla Regione Calabria che l'ha recepita tal quale

LA VERITA’ SUL CALENDARIO VENATORIO DELLA CALABRIA

Questi i fatti: nel mese di luglio la consulta faunistico- venatoria della Regione Calabria (composta dai rappresentanti delle associazioni venatorie e da agricoltori), aveva discusso e predisposto un calendario venatorio che aveva ottenuto il parere favorevole dell’ISPRA, e che era pronto per essere presentato alla Giunta per l’approvazione ( vedi allegati  pag. 1 e pag. 2 ).

Lo stesso prevedeva solo un anticipo della chiusura ai tordi e alla
beccaccia  di DIECI GIORNI rispetto alla data del 31 gennaio e addirittura
la chiusura al 10 FEBBRAIO per gallinella e porciglione.

Per il resto: preapertura al primo Settembre a Tortora, Cornacchia, Gazza e Merlo, apertura alla Quaglia l’11 settembre, Colombaccio il 19.

Ai primi di agosto, per come risulta dai documenti allegati facenti parte integrante della Delibera di Giunta, tutte le associazioni venatorie, rimangiandosi quanto avevano concordato, si riuniscono  e “decidono”  – da non credersi – un altro calendario venatorio, con anticipo al 5 settembre per la Quaglia e chiusura al  31 gennaio per tordi e beccaccia (vedi l’immagine qui sopra).

Tale calendario  viene tenuto nel cassetto fino al 23 agosto, data dell’approvazione, cioè due mesi e mezzo DOPO la scadenza del 15 giugno, che e’ quella prevista dalla legge per la emanazione dello stesso .

Lo scopo, evidentissimo, era quello di consentire la preapertura alla
quaglia al 5 (anzicheè  l’11)  settembre, senza che sussistessero i
presupposti di legge e senza dare la possibilità agli ambientalisti, visti i tempi, di ricorrere al TAR per impedirla. A giudicare dall’esito del ricorso c’e’ stata quindi una preapertura del tutto illegittima e quindi si e’ andati a caccia quando non si poteva.

Un altro motivo della sospensione e’ stato il mancato recepimento delle indicazioni dell’ISPRA che la Regione aveva ricevuto a Luglio e conseguenti alle modifiche apportate alla legge quadro dall’art.42 della comunitaria. Il tutto con un piano faunistico regionale scaduto DA DUE ANNI.

Lo stesso comunicato delle associazioni venatorie, in cui si sostiene
testualmente che
“In verità già da tempo le Associazioni Venatorie della Calabria hanno
sollecitato la Regione alla riformulazione del calendario avendo nel
frattempo approfondito le problematiche e constatato la concreta possibilità di sospensione del calendario a suo tempo approvato.”
e’ la prova inconfutabile che il calendario non avrebbe retto all’esame del
TAR e che le associazioni venatorie avevano capito di aver sbagliato.

A leggere certi commenti (e non sono pochi!) ci convinciamo sempre di più che per molti  il termine “legge” non abbia alcun significato, ma non abbiamo l’illusione di redimere chi della violenza e della sua esaltazione, ne ha fatto uno stile di vita.

Il TAR dà ragione alle associazioni ambientaliste

Divieto di caccia (Sicco2007/Flickr.com Creative Commons)Il TAR ha accolto in pieno il ricorso delle Associazioni Ambientaliste (LAV, WWF, LIPU, Legambiente; Animalisti Italiani) difesi e rappresentati dall’Avv. Angelo Calzone, riconoscendo che l’interesse diffuso alla tutela della fauna sarebbe stato irreparabilmente pregiudicato dall’applicazione del calendario venatorio.

La seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria , in data 4 novembre, ha pronunciato un’ordinanza per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della Delibera di Giunta regionale n.566 del 23 agosto 2010, con cui la stessa Giunta  approvava il calendario venatorio per la stagione 2010-11.

Secondo il WWF Calabria “E’ la giusta risposta alla tracotanza delle associazioni venatorie e al dilettantesco pressappochismo della Regione Calabria, che avevano approvato un calendario venatorio in aperto e clamoroso contrasto con la legge quadro e con le indicazioni dell’Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale (ISPRA)”.

La stessa apertura anticipata della caccia, i cui danni purtroppo non potranno più essere ripagati, era stata subito contestata dalle associazioni per la protezione ambientale, così come il mancato recepimento delle novità  sulla tutela degli uccelli durante i periodi della dipendenza e dell’inizio della migrazione, che erano state introdotte dalle recenti modifiche della legge quadro e di cui la regione Calabria, con un atteggiamento di incredibile irresponsabilità, aveva deciso di non prendere atto.

La conseguenza pratica dell’ordinanza,  è dunque quella della  sospensione di ogni attività venatoria su tutto il territorio regionale.

Il WWF Calabria invita pertanto al rispetto della legge e al controllo del territorio da parte delle forze di Polizia Giudiziaria onde evitare episodi di bracconaggio.

Per le associazioni Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lipu e WWF Italia (cs di oggi 8 nov. 2010):  “L’ordinanza con cui il TAR Calabria ha sospeso il calendario venatorio regionale è l’inevitabile conseguenza della non applicazione di norme e pareri scientifici ufficiali di cui si è resa protagonista la Regione. Ora stop alla caccia fino al completo adeguamento delle regole”.

Ancora: “Alla Calabria, come a tutte le regioni italiane, lo scorso giugno avevamo trasmesso un dettagliato documento in cui erano indicati i passi da mettere in atto per emanare un calendario venatorio corretto. Ciò, all’indomani dell’approvazione delle modifiche alla legge 157/92 richieste dall’Europa che, tra le altre cose, prevedono per Stato e Regioni la rigorosa tutela delle specie in stato di conservazione sfavorevole e il divieto assoluto di caccia nei periodi di riproduzione emigrazione degli uccelli.

 “Avevamo anche avvertito, come si legge nei nostri comunicati stampa di quei giorni, del rischio che la stagione venatoria potesse saltare qualora le regioni ignorassero i nuovi obblighi in fatto di tutela della fauna e dunque si rendessero in parte o del tutto inadempienti.

“Al documento delle associazioni ha fatto inoltre seguito la Guida ufficiale trasmessa dall’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale in materia, con le indicazioni dettagliate, specie per specie, sulla corretta redazione, da oggi in avanti, dei calendari di caccia.

“La regione Calabria ha purtroppo ignorato tutto, la nuova legge nazionale, i sopraggiunti obblighi normativi, le argomentate richieste delle associazioni e soprattutto le indicazioni scientifiche ufficiali. Una grave imprudenza, fondata su una plurima infrazione della legge, pagata cara con l’ineccepibile e logica decisione del TAR di sospendere la caccia fino al prossimo mese di aprile e dunque di considerare di fatto conclusa la stagione 2010-2011.

“A questo punto la regione Calabria non può che adeguarsi alle decisioni della magistratura, informando dettagliatamente tutti i cacciatori che la stagione di caccia è sospesa, e predisponendosi a redigere calendari futuri che tengano conto della necessità di cancellare varie specie dalle liste e contenere la stagione venatoria tra i mesi di ottobre e dicembre”.

Guarda la reazione sul web >>