Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Bracconaggio’

Claudio D'Esposito con un gheppio

Ormai parlare di specie protette in penisola sorrentina è diventato quasi ridicolo. L’ultimo animale ci è stato consegnato da una guardia venatoria dell’Arci Caccia a cui si era rivolto un contadino accortosi della presenza, sotto la pioggia battente, di un barbagianni in difficoltà nei pressi del Cimitero di S.Liberatore a Marciano.

Il barbagianni recuperato dai volontari del WWF in Penisola Sorrentina

Purtroppo nel mondo venatorio c’è ancora chi non si vuole rassegnare al rispetto delle regole.  Per fortuna a non condividere questo modo di “depredare” la fauna selvatica sono in tantissimi… che continuano a rivolgersi al WWF per salvare  poiane, gheppi, sparvieri, barbagianni, falchi pellegrini, ma anche assioli, civette, rigogoli e picchi, colpiti da armi da fuoco o rinvenuti feriti in trappole e tagliole.

Continuiamo a raccogliere animali lasciati moribondi e impallinati nelle campagne e ai margini delle carreggiate e senza nessun aiuto da parte delle istituzioni. Ogni trasporto e coordinamento è lasciato totalmente all’iniziativa volontaria e gratuita degli ambientalisti, che rispondono agli appelli continui di turisti e cittadini sensibili… ma delle istituzioni neanche l’ombra. Dall’apertura della stagione venatoria gli animali sparati appartenenti a specie importanti e protette sono già svariate decine.

Una cassaforte utilizzata dai bracconieri per nascondere i richiami acustici

Le gesta di tali vagabondi armati, che non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e in direzione di esse, o che in primavera e in autunno rendono le nostre notti insonni a causa dei richiami che echeggiano dalle montagne a tutto volume fino all’alba, provocano un certo allarme sociale. E’ di questi giorni la notizia di un gruppo di escursionisti terrorizzati dall’essersi trovati, loro malgrado, al centro del “tiro di fuoco” di una pericolosissima battuta di caccia al cinghiale in località Agerola. Sono tante le lamentele che giungono alla segreteria del WWF da parte di cittadini infastiditi o impauriti da tali circostanze e che non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni, o di chi dovrebbe intervenire, che si mostrano impreparati o insensibili al fenomeno.

Claudio d’Esposito
Presidente WWF Penisola Sorrentina

Annunci

Read Full Post »

Oltre al grave problema dei rifiuti la Campania non se la passa bene neppure sul fronte caccia… Ma le nostre guardie non demordono.

Anatra alla catena...

Guardie WWF Salerno in azione

Sabato 20 durante i normali controlli in provincia  di Salerno le guardie venatorie del WWF hanno trovato abbattuti da cacciatori una gru e un giovane di nitticora, animali particolarmente protetti e facilmente riconoscibili anche dai meno esperti.

Le guardie WWF insospettite dal comportamento di tre cacciatori, si sono fatte consegnare tutta la fauna abbattuta. I cacciatori  hanno ammesso le loro responsabilità e,  accompagnati alla Caserma dei Carabinieri di Borgo Carillia, sono stati denunciati penalmente e sono state sequestrate le armi, munizioni e gli animali uccisi.

Nella giornata sono stati sequestrati in zona anche diversi anatidi usati come zimbelli, tristemente condannati a galleggiare nel lago malamente incatenati ad ancore (vedi foto a sinistra). Tra i cacciatori responsabili vi sarebbe anche un componente della Commissione provinciale che rilascia le licenze di caccia.

Ci ha detto Alfonso Albero,  coordinatore provinciale delle guardie del nucleo WWF di Salerno: “E’ stata una settimana ricca di impegni e purtroppo anche di denunce di reati gravi a danno dell’ambiente e del mondo animale. Da queste parti la caccia ormai sembra essere senza regole:  specie particolarmente protette abbattute, richiami non autorizzati, appostamenti di caccia gestiti senza criteri e abbattimenti indiscriminata di selvaggina…”

Guarda la gallery sulla Pagina Facebook del WWF Salerno

Anche le colline di Vico Equense sulla ribalta. A finire nel tiro incrociato dei bracconieri finisce stavolta un raro esemplare di gufo di palude trovatosi a transitare da quelle parti durante il periodo di migrazione.

E’ una specie rarissima ed in drastico declino dagli inconfondibili occhi gialli cerchiati di nero. Dopo essere stato intercettato dalle doppiette dei cacciatori è stato lasciato al suolo fino al momento del ritrovamento avvenuto da parte di alcuni cittadini (vedi foto).

Dopo avere allertato il WWF l’animale è stato trasportato al centro di recupero dell’asl di Napoli dove gli è stata riscontrata una doppia frattura a radio ed ulna dell’ala destra causata da arma da fuoco. 

Si tratta della solita punta di iceberg considerato che la percentuale di esemplari abbattuti e poi ritrovati ancora in vita è pur sempre minima rispetto alla effettiva diffusione di un fenomeno che viene costantemente sottovalutato ed ignorato a livello politico.

Gufo di palude ferito

Il gufo di palude ferito

“Si tratta di un gesto barbaro e un danno enorme, dichiara Claudio d’Esposito presidente del wwf Penisola Sorrentina, il gufo sparato dai bracconieri è una specie molto rara e si osserva nel nostro territorio solo durante il passo migratorio. Alcuni esemplari che si sono riprodotti in Scandinavia si sono poi osservati in Spagna, Italia, Grecia, Turchia e Malta. Un soggetto in migrazione dalla Tunisia dopo soli 21 giorni è stato osservato a 3345 chilometri di distanza nella lontana Russia. Ma stavolta il volo di questo splendido rapace è stato interrotto dai pallini di piombo di codardi bracconieri e non sappiamo se potrà mai riacquistare le sue capacità di volo”.

“Si tratta di azioni fuorilegge ma che, nella quasi totalità dei casi, rischiano, purtroppo, di restare impunite. Le gesta di tali vagabondi armati, che non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e in direzione di esse, o che rendono le nostre notti insonni a causa dei richiami che echeggiano dalle montagne a tutto volume fino all’alba, provocano un certo allarme sociale. Sono tante le lamentele che giungono alla segreteria del WWF da parte di cittadini infastiditi o impauriti da tali circostanze e che non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni o di chi dovrebbe intervenire. La percentuale di fauna protetta sparata in penisola sorrentina e “raccattata” dai volontari, impallinata al suolo, stando ai dati in possesso al Centro di Recupero di Napoli, si pone al primo posto in classifica dell’intera provincia!!! Questo se da un lato vuol dire che c’è un enorme sensibilità da parte dei cittadini che si prodigano nel recuperare tali animali, dall’altro ci da un’idea della sfacciataggine e arroganza dei tanti incalliti sparatori che vagano nel nostro territorio!!!”

Read Full Post »

Escursionisti in bici nei boschi

Foto di LeeBrimelow/www.flickr.com

C’è un nuovo alleato nella battaglia contro i bracconieri che saccheggiano il patrimonio faunistico bresciano. Si chiama comunità. Molte delle operazioni portate a termine nel fine settimana dal nucleo delle guardie venatorie del Wwf sono scaturite da segnalazioni di cittadini, turisti e cacciatori rispettosi delle regole.

Emblematico l’episodio accaduto domenica scorsa a Cazzago. Un gruppo di escursionisti in mountain-bike ha telefonato al WWF  lamentandosi delle centinaia di fucilate esplose durante il loro passaggio lungo un sentiero ciclabile in località Boschi.

Durante il sopralluogo, le guardie venatorie hanno sorpreso un cacciatore che utilizzava un telefonino cellulare come richiamo acustico, azionando un file mp3 con la registrazione del canto del fringuello. I telefonini di nuova generazione sono dotati di un efficace altoparlante e per questo vengono sempre più spesso utilizzati per eludere i controlli. Cellulare e fucile sono stati sequestrati dalla Forestale.

E a poca distanza, a finire nella rete dei controlli è stato un 59enne di Sarezzo che custodiva nel carniere una ventina di fringuelli. Ha fatto decisamente peggio un 55enne di Provaglio che oltre ad impiegare un richiamo acustico ha abbattuto un campionario di specie protette: due migliarini di palude, tre verzellini, un cardellino e nove fringuelli. E sempre per abbattimento di specie non cacciabili è finito nei guai un 50enne di Nave impegnato in una battuta a Ospitaletto. All’uomo, in questo caso, sono stati sequestrati dodici fringuelli e una capinera.

Ieri altre violazioni nel giorno di silenzio venatorio: un 44enne di Cazzago, nelle vicinanze del casello autostradale di Ospitaletto è stato sorpreso mentre a fucile spianato attendeva l’arrivo di volatili attirati da un richiamo elettroacustico vietato. Il tutto mentre un compagno di battuta sparava a un passero.

Nei giorni scorsi a Bione, infine, le guardie venatorie hanno individuato un capanno di caccia mimetizzato nella vegetazione dove erano posizionati dei bacchettoni di vischio. Attorno alle trappole, delle gabbie con 50 richiami vivi di specie protette o prive di anello inamovibile: lucherini, passeri, storni, frosoni, fringuelli e peppole.

Nell’appostamento la Polizia provinciale ha anche sequestrato tre reti, 38 sep, tre richiami elettroacustici vietati, e carcasse di volatili di specie protette come pettirossi, balia nera e fringuello.

(tratto dal quotidiano Brescia Oggi del 20.10.10) 

Read Full Post »

E’ in nero il bilancio del WWF  sulla prima giornata di caccia 

La cicogna nera dal veterinario nel centro recuperoLa prima giornata di caccia si è aperta sotto i peggiori auspici: è successo tutto quello che non dovrebbe accadere in un’attività che si vuole presentare come rispettosa e regolata.

Ci sono gli incidenti tra cacciatori, come quello accaduto in provincia di Ascoli Piceno, le multe emesse per continue violazioni da parte delle guardie volontarie venatorie del WWF, ci sono i Centri Recupero Animali Selvatici dell’associazione in piena attività con gheppi, poiane e aironi feriti da armi da fuoco.

Ma l’icona del mancato rispetto da parte dei cacciatori delle specie più rare e protette del nostro paese è l’esemplare di Cicogna nera abbattuta a colpi di fucile  in una delle più belle e importanti zone umide toscane, nel padule di Fucecchio. Proprio per quest’area  il WWF aveva da tempo chiesto di istituire un’area protetta essendo l’ultima grande zona umida della Toscana ancora priva di tutela.

La cicogna nera era stata avvistata da alcune settimane assieme ad un gruppo di cicogne bianche dal Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio e segnalata a tutti gli organi di vigilanza. 

“Impossibile non riconoscere un esemplare di Cicogna nera – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF – Il tipo di volo, le dimensioni e i colori ne fanno una specie inconfondibile. Chi ha sparato contro questo animale, di cui restano solo circa 10 coppie nidificanti nel nostro paese e per questo considerato rarissimo, aveva tutta l’intenzione di abbatterla magari portandosi il trofeo in casa. E’ un gesto che sommato ai tanti  simboleggia quanto la caccia in Italia sia un’attività incompatibile con la ricchezza di biodiversità del nostro paese, con la sicurezza e soprattutto con le norme europee che vietano rigorosamente di sparare a specie rare e per questo protette e impongono di tutelare  anche quelle cacciabili. Inoltre la caccia in Italia viene ancora svolta in periodi delicatissimi per la riproduzione di molte specie animali come è accaduto con le preaperture decise in molte regioni e che per questo violano le stesse indicazioni UE oggi anche Legge dello Stato.”

Read Full Post »

Quasi 100 reati e 500 illeciti amministrativi segnalati dalle Guardie WWF nel 2009. Bracconaggio e illeciti venatori le infrazioni più accertate.

Sequestro

Un sequestro da parte delle Guardie WWF

Si mantiene alto il numero di infrazioni contro l’ambiente commesse nella  regione Toscana. Questo emerge dalla relazione annuale sull’attività svolta dalle Guardie volontarie del WWF Toscana, appena diffusa dal Coordinamento Regionale.

Anche nel 2009 reati e infrazioni amministrative sono grossomodo sui livelli del 2008. Gli oltre 1600 servizi di vigilanza svolti dagli agenti volontari del WWF hanno permesso di accertare 94 reati, un numero pressoché identico al 2008 (95), tutti regolarmente denunciati all’Autorità giudiziaria competente e 481 infrazioni amministrative, che hanno portato gli enti pubblici competenti a incamerare circa 97.000 euro.

“Purtroppo i segnali che possiamo cogliere da questo rendiconto sono assolutamente preoccupanti – ci ha detto Daniele Rosati, Coordinatore Regionale delle Guardie WWF Toscana – e ci dicono che è necessario un maggiore impegno di tutte le forze di vigilanza affinchè vi sia un maggior presidio del territorio. Va tenuto in debito conto infatti, che i dati che divulghiamo riguardano un’attività che si svolge prevalentemente nei fine settimana. ”

“Grave la situazione legata al bracconaggio che continua ad essere, purtroppo – prosegue Rosati – l’aspetto più rilevante della nostra attività con oltre 60 reati e quasi 1000 esemplari di fauna selvatica oggetto di sequestro. Rimane alto anche il numero di mezzi illeciti posti sotto sequestro, per un totale di 84 pezzi, tra cui fucili, tagliole, lacci, gabbie/trappole e i sempre presenti richiami elettroacustici.”

Anche nel campo ambientale l’attività delle guardie volontarie ha portato alla segnalazione di ben 63 depositi abusivi di rifiuti in tutto il territorio regionale, tra questi in 28 siti sono stati rinvenuti anche rifiuti pericolosi.

Il WWF con le sue 94 guardie volontarie è presente in tutte le province della Toscana e dallo scorso ottobre ha attivato un servizio di segnalazione valido su tutto il territorio regionale “una e.mail per l’ambiente” (www.wwf.it/toscana) al quale sono giunte numerose segnalazioni alle quali è stato dato seguito con risposta o intervento diretto.

Read Full Post »

La piana del Sele

La piana del Sele in Campania

Arrestato bracconiere romano in trasferta nella Piana del Sele (Salerno)

 

Nella mattinata di sabato 27 marzo, le guardie del WWF Campania impegnate in un’attività antibracconaggio nella Piana del Sele (Salerno), hanno sorpreso D.S.N., in trasferta dalla città di Roma, mentre catturava uccelli acquatici con l’ausilio delle reti fisse collocate sulla superficie di un laghetto artificiale.

Alla vista delle guardie il bracconiere dapprima ha rifiutato di esibire i propri documenti e subito dopo è salito sulla sua auto cercando la fuga. Nel tentativo di bloccarlo, parandosi davanti al mezzo in fuga, alcune guardie, tra cui il Coordinatore provinciale Alfonso Albero, hanno riportato contusioni ed escoriazioni (guaribili in sette giorni), che hanno reso necessarie successive cure mediche.

Alla fine il soggetto è stato fermato, anche grazie all’immediato arrivo dei carabinieri della Compagnia di Eboli, agli ordini del Col. Nobile Risi e diretti dal Ten. Manna, e subito condotto presso la vicina Stazione di Santa Cecilia per gli opportuni accertamenti.

Il bracconiere era solito recarsi in questo periodo nella zona della litoranea salernitana dove catturava ogni tipo di uccello, anche protetto, per poi rivenderlo a collezionisti della città capitolina e a zoo privati.

Considerate le varie ipotesi di reato (furto venatorio, resistenza, violenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale) il magistrato di turno ne ha disposto l’arresto e l’immediato trasferimento al carcere di Fuorni. 

Successivamente è stato disposto anche il sequestro della vettura in quanto corpo del reato, all’interno oltre agli animali catturati son stati trovati anche parti di uniformi delle forze dell’ordine.

Read Full Post »

 

Laccio per volpe

Un laccio per volpe

Domenica a Brescia c’erano due pattuglie sul campo, ma io vi parlerò della nostra. Sono mesi che teniamo d’occhio una zona di campagna a sud di Brescia dove ci sono stati segnalati numerosi atti di bracconaggio anche fuori dal periodo di caccia consentita

 Nonostante le numerose levatacce non siamo mai riusciti ad sorprendere i bracconieri, ma a volte il destino riserva sorprese inattese…

I sopralluoghi alle 4 del mattino fatti nelle scorse settimane ci avevano permesso di conoscere il territorio come le nostre tasche. L’altro ieri mattina alle 4 siamo di nuovo sul posto e restiamo in attesa avvolti dalla fredda bruma del mattino ma non notiamo alcuna attività illecita.

 
La volpe uccisa

La volpe uccisa

Dopo alcune ore di attesa udiamo un colpo in lontananza che sembra provenire da una cascina alle nostre spalle. Rientriamo velocemente in auto e ci dirigiamo a tutta velocità in direzione dello sparo ma passando dinnanzi ad un’altra cascina notiamo, appesa ad un gancio da macellaio una povera volpe (un bel maschio adulto) che sgocciola ancora sangue. Brusca frenata e cominciano gli accertamenti. Contattiamo i Carabinieri della stazione locale che arrivano a tempo di record e con loro accertiamo che la volpe era stata presa al laccio e poi uccisa a colpi di fucile Flobert Cl. 8 (almeno 4 colpi in testa…sic!).

Volpe uccisa e guardia wwf

La volpe uccisa e la guardia WWF

Caccia fuori periodo, uso di mezzi vietati e speriamo sospensione della licenza di caccia per il cacciatore autore dell’atto di bracconoaggio.

La giornata non finisce qui e dopo la scoperta di una discarica abusiva, la detenzione di un lucherino dinanzi ad una casa e un abusivismo edilizio torniamo sui nostri passi.

La giornata è conclusa: 16 ore sul campo, credo ben spese.   

Alberto

Read Full Post »