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Escursionisti in bici nei boschi

Foto di LeeBrimelow/www.flickr.com

C’è un nuovo alleato nella battaglia contro i bracconieri che saccheggiano il patrimonio faunistico bresciano. Si chiama comunità. Molte delle operazioni portate a termine nel fine settimana dal nucleo delle guardie venatorie del Wwf sono scaturite da segnalazioni di cittadini, turisti e cacciatori rispettosi delle regole.

Emblematico l’episodio accaduto domenica scorsa a Cazzago. Un gruppo di escursionisti in mountain-bike ha telefonato al WWF  lamentandosi delle centinaia di fucilate esplose durante il loro passaggio lungo un sentiero ciclabile in località Boschi.

Durante il sopralluogo, le guardie venatorie hanno sorpreso un cacciatore che utilizzava un telefonino cellulare come richiamo acustico, azionando un file mp3 con la registrazione del canto del fringuello. I telefonini di nuova generazione sono dotati di un efficace altoparlante e per questo vengono sempre più spesso utilizzati per eludere i controlli. Cellulare e fucile sono stati sequestrati dalla Forestale.

E a poca distanza, a finire nella rete dei controlli è stato un 59enne di Sarezzo che custodiva nel carniere una ventina di fringuelli. Ha fatto decisamente peggio un 55enne di Provaglio che oltre ad impiegare un richiamo acustico ha abbattuto un campionario di specie protette: due migliarini di palude, tre verzellini, un cardellino e nove fringuelli. E sempre per abbattimento di specie non cacciabili è finito nei guai un 50enne di Nave impegnato in una battuta a Ospitaletto. All’uomo, in questo caso, sono stati sequestrati dodici fringuelli e una capinera.

Ieri altre violazioni nel giorno di silenzio venatorio: un 44enne di Cazzago, nelle vicinanze del casello autostradale di Ospitaletto è stato sorpreso mentre a fucile spianato attendeva l’arrivo di volatili attirati da un richiamo elettroacustico vietato. Il tutto mentre un compagno di battuta sparava a un passero.

Nei giorni scorsi a Bione, infine, le guardie venatorie hanno individuato un capanno di caccia mimetizzato nella vegetazione dove erano posizionati dei bacchettoni di vischio. Attorno alle trappole, delle gabbie con 50 richiami vivi di specie protette o prive di anello inamovibile: lucherini, passeri, storni, frosoni, fringuelli e peppole.

Nell’appostamento la Polizia provinciale ha anche sequestrato tre reti, 38 sep, tre richiami elettroacustici vietati, e carcasse di volatili di specie protette come pettirossi, balia nera e fringuello.

(tratto dal quotidiano Brescia Oggi del 20.10.10) 

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Laccio per volpe

Un laccio per volpe

Domenica a Brescia c’erano due pattuglie sul campo, ma io vi parlerò della nostra. Sono mesi che teniamo d’occhio una zona di campagna a sud di Brescia dove ci sono stati segnalati numerosi atti di bracconaggio anche fuori dal periodo di caccia consentita

 Nonostante le numerose levatacce non siamo mai riusciti ad sorprendere i bracconieri, ma a volte il destino riserva sorprese inattese…

I sopralluoghi alle 4 del mattino fatti nelle scorse settimane ci avevano permesso di conoscere il territorio come le nostre tasche. L’altro ieri mattina alle 4 siamo di nuovo sul posto e restiamo in attesa avvolti dalla fredda bruma del mattino ma non notiamo alcuna attività illecita.

 
La volpe uccisa

La volpe uccisa

Dopo alcune ore di attesa udiamo un colpo in lontananza che sembra provenire da una cascina alle nostre spalle. Rientriamo velocemente in auto e ci dirigiamo a tutta velocità in direzione dello sparo ma passando dinnanzi ad un’altra cascina notiamo, appesa ad un gancio da macellaio una povera volpe (un bel maschio adulto) che sgocciola ancora sangue. Brusca frenata e cominciano gli accertamenti. Contattiamo i Carabinieri della stazione locale che arrivano a tempo di record e con loro accertiamo che la volpe era stata presa al laccio e poi uccisa a colpi di fucile Flobert Cl. 8 (almeno 4 colpi in testa…sic!).

Volpe uccisa e guardia wwf

La volpe uccisa e la guardia WWF

Caccia fuori periodo, uso di mezzi vietati e speriamo sospensione della licenza di caccia per il cacciatore autore dell’atto di bracconoaggio.

La giornata non finisce qui e dopo la scoperta di una discarica abusiva, la detenzione di un lucherino dinanzi ad una casa e un abusivismo edilizio torniamo sui nostri passi.

La giornata è conclusa: 16 ore sul campo, credo ben spese.   

Alberto

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