Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘fabrizio bulgarini’

Fabrizio Bulgarini, Responsabile Biodiversità WWF Italia

Fabrizio Bulgarini, Responsabile Biodiversità WWF Italia

L’impatto dell’attività venatoria sulla fauna deve essere suddiviso in due componenti:  l’impatto della caccia legale, quello della caccia illegale o “bracconaggio”. Oggi in Italia circa 700.000 cacciatori ancora esercitano questa attività con regolare licenza.

Lo scarso controllo sul territorio non permette di valutare l’esatto impatto in termini di individui uccisi, tuttavia è già paradossale osservare che la Legge n. 157/92 sul prelievo venatorio ed i calendari venatori regionali, fissano un prelievo autorizzato in un numero di esemplari ben più elevato della fauna presente sul nostro territorio nazionale!

Infatti, se si moltiplica il numero dei cacciatori per i carnieri e per il numero di giorni di caccia nelle varie regioni, si raggiunge l’incredibile cifra di oltre un miliardo e mezzo di capi appartenenti alla fauna selvatica potenzialmente e teoricamente abbattibili legalmente

C’è chi afferma  (in genere si tratta solo di rappresentanti del mondo venatorio) che l’attività venatoria può sottrarre una determinata percentuale di individui da una popolazione di animali senza creare conseguenze alla popolazione stessa, qualora la percentuale degli individui catturati sia più bassa della percentuale di mortalità media annua.

Tale concetto è profondamente errato perché considera le specie animali al pari di oggetti il cui numero può essere incrementato o diminuito a piacimento, senza tenere presente i complessi rapporti ecologici che qualsiasi essere vivente ha con le altre specie e con l’ambiente circostante.

Altro problema  è che la legge sulla caccia permette di effettuare un prelievo venatorio su una popolazione di uccelli migratori di sui si ignorano spesso le aree riproduttive e di svernamento. Solo conoscendo questo dato si possono determinare gli indici di mortalità e controllare direttamente l’impatto del prelievo.

A tutto ciò si aggiunge che, essendo l’Italia un vero e proprio ponte attraverso il Mediterraneo, confluiscono nel nostro Paese popolazioni di uccelli provenienti da un’amplissima area riproduttiva che va dall’Europa centrale alla Siberia.

Un altro impatto considerevole è l’enorme quantità di piombo, tossico,  immessa nell’ambiente. In linea teorica, se ogni cacciatore spara solo 50 cartucce all’anno abbiamo una dispersione nell’ambiente di circa 1.000 tonnellate di piombo. I circa 50 milioni di cartucce messe in fila formerebbero un cordone di 2.800 km!

Fabrizio Bulgarini
Responsabile Biodiversità
WWF Italia

Read Full Post »