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Una finestra colpita da un proiettile di grosso calibroAnche l’Associazione Vittime della Caccia presenta il suo bilancio, con un dossier contenente i dati  scrupolosamente raccolti nel corso della stagione venatoria da poco terminata.

Un bilancio molto simile a quello degli anni precedenti: 25 morti (di cui uno non cacciatore) e 75 feriti (di cui 16 non cacciatori) con armi da caccia in ambito venatorio.

Nel 2010 si erano contati 24 morti e 71 feriti, grosso modo gli stessi che incontriamo anche negli anni precedenti: 25 morti e 78 feriti nel 2009; 30 morti e 79 feriti nel 2008. 

Non sono pochi i comuni cittadini, non cacciatori, ad essere finiti – loro malgrado – nel dossier. Capita infatti, come è accaduto a Giampaolo Piomboni, sposato e con due figli, di venire uccisi mentre si raccolgono funghi in un bosco,  oppure di venire colpiti facendo jogging sull’argine del Po o pedalando in bici con il figlioletto sul seggiolino, o ancora di ritrovarsi feriti al volto mentre si gioca nel cortile della propria casa con le amichette…  

Tutte queste storie sono riportate nel dossier dove si tiene a precisare che  “i dati costituiscono una panoramica parziale sul fenomeno vittime per armi da caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente”. Le vittime, quindi, potrebbero essere di più.

Il dossier dell’Associazione Vittime della Caccia è scrupoloso e chiarissimo – ci si tiene evidentemente a non essere accusati di fare di tutta l’erba un fascio – distinguendo i due ambiti, venatorio e extra venatorio seppure accomunati dalle armi da caccia.  Infatti nella prima pagina riporta:

STAGIONE 2010-2011
(Periodo 2 settembre 2010/ 31 gennaio 2011)

100 le vittime in AMBITO VENATORIO:
MORTI 25 FERITI 75
24 Cacciatori e 1 Non cacciatore 59 cacciatori e 16 Non cacciatori

-o-

VITTIME PER ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRAVENATORIO:
MORTI 28 E FERITI 13

 -o-

TOTALI VITTIME PER ARMI DA CACCIA (AMBITO VENATORIO ED EXTRAVENATORIO):
MORTI 53 – FERITI 88

Il dossier raccoglie anche innumerevoli storie di incidenti fortunatamente mancati, altrimenti le vittime sarebbero state di più: come nel caso delle abitazioni e delle automobili centrate da proiettili durante le cacce al cinghiale o al capriolo o le persone solo sfiorate da una raffica di pallini.

Non sono pochi i minori ad aver rischiato di essere colpiti, anche nei giardini delle loro abitazioni o addirittura all’interno. Per non parlare degli innumerevoli cani e gatti di casa uccisi o storpiati, quasi mai per disattenzione.

Insomma, dai dati presentati appare evidente che la convivenza tra cacciatori e non cacciatori non è per niente idilliaca.

Cosa ne pensate?

Scarica il DOSSIER-VITTIME della CACCIA 2011

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